Anniversario della strage di Strage di via D'Amelio

In occasione del 26° anniversario della strage di Via D'amelio, la riflessione della Vicesindaco con delega alle Politiche della legalità, Giuseppina Bileci.

"A distanza di ormai più di un quarto di secolo, le motivazioni della sentenza del processo Borsellino quater sulla strage che il 19 luglio 1992 uccise il procuratore aggiunto e i poliziotti della scorta, recentemente depositate dal Presidente della Corte d’Assise di Caltanissetta Antonio Balsamo, pesano come un macigno e gettano un’onta immane sullo Stato Italiano.

In 1.856 pagine, 12 capitoli, viene disvelato uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana, un vero e proprio disegno criminoso commesso da chi ha deliberatamente scelto di non essere uomo delle istituzioni, colpendo chi credeva fermamente nei valore della giustizia, della rettitudine e onestà.

 

Quest’anno, a fronte di tanta oscurità e del profondo sconforto e senso di vergogna da cui sono stata assalita nel leggere le predette motivazioni, voglio ricordare il Giudice Borsellino e gli uomini della scorta con le parole della figlia minore, Fiammetta – che all’epoca della strage aveva appena 19 anni – parole semplici, come tutte quelle che provengono dal cuore, che ci esortano ad andare sempre avanti nella ricerca della verità, concetto questo che è assolutamente trasversale, a non piegarci e a non rinunciare ai nostri sogni e alla nostra dignità, perché i compromessi interiori sono quelli che, nel tempo, dilaniano la coscienza dell’essere umano, rendendogli la vita impossibile, perché umanamente arida e sterile.

Occorre invece sempre essere se stessi nel rispetto dell’altro e delle istituzioni che non sono altro da noi, ma partono da noi, dall’essere civis.

Ecco perché, in un simile contesto, ha davvero senso, oggi più di ieri, ricordare, perché la memoria storica è patrimonio intoccabile nostro, ma soprattutto dei nostri figli.

Concetti tutti questi semplici, in cui credo profondamente da sempre, perché convinta che le persone serie e intellettualmente oneste, in ogni contesto, fanno la differenza.

Credo che ricordare la morte di mio padre, di Giovanni Falcone, di Francesca e degli uomini della scorta, possa contribuire a coltivare il valore della memoria. Quel valore necessario per proiettarsi nel futuro con la ricchezza del passato significa anche dire in maniera ferma da che parte stiamo, perché noi stiamo dalla loro parte, dalla parte della legalità e della giustizia per le quali sono morti.

La verità è l’opposto della menzogna, dobbiamo ogni giorno cercarla, pretenderla e ricordarcene non solo nei momenti commemorativi. Solo così, guardando in faccia i nostri figli, potremmo dire loro che siano in un paese libero, libero dal puzzo del potere e del ricatto mafioso» (Fiammetta Borsellino)."