Labico, parte la campagna di comunicazione sulla 194.

A quarant’anni dall’ emanazione delle “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza” (legge 194), l’associazione SocialmenteDOnna, che gestisce la rete di sportelli di ascolto per donne vittime di violenza nel territorio dell’asl rmg 5-6, in collaborazione con il Piano di Zona e il Comune di Labico, avvia una campagna informativa sulla legge in questione. La campagna prevederà cinque ondate di manifesti esplicativi della 194 e dell’obiezione di coscienza e si concluderà a novembre, quando, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza di genere, i manifesti saranno esposti in aula consiliare, che ospiterà una tavola rotonda sulla tematica.

Dichiara la Presidente dell’associazione, Argia Simone:

“La legge 194 ha dato alle donne il diritto di dire la prima e l’ultima parola sul proprio corpo riconoscendo che la maternità deve presupporre il desiderio e la scelta di diventare madri, non un obbligo o un dovere.

A distanza di 40 anni l’aborto continua ad  essere un tema di scontro ideologico. Ancora oggi, come se questa scelta non fosse già abbastanza sofferta e tormentata per le donne, un ulteriore carico di sofferenza le viene imposto dall’esterno, come avvenuto negli ultimi mesi con i cartelloni dei movimenti integralisti apparsi in diverse città italiane ed anche a Roma  Si tratta di ennesimi attacchi alla libertà e autodeterminazione delle donne e a una legge dello Stato che lo Stato deve applicare.”

Si aggiunge il commento della Consigliera con delega alle politiche di genere, Giulia Lorenzon

“Sono convinta che bisogni consentire ai giovani di fare figli quando lo desiderano: si fanno pochi figli perché oggi avere un figlio è un lusso di fronte ai costi e alla precarietà del lavoro. Il bisogno primario oggi è quello di costruire una società accogliente verso la maternità. Questa è una grande  battaglia, una sfida che dobbiamo vincere : gli asili nido sono insufficienti, troppo cari e ancora troppe donne sono costrette a scegliere tra famiglia e carriera. Senza parlare poi della mentalità diffusa, che mette sotto velata accusa le donne che scelgono di non diventare madri, come se l’esistenza femminile vertesse esclusivamente entro i confini della maternità, al di fuori dei quali si smette di essere donne, o lo si è in modo incompleto, o ancora la diffusa pratica delle dimissioni in bianco. La legge 194 ha sancito un diritto primario, quello all’interruzione volontaria di gravidanza, che non può e non deve essere messo in discussione, per questo motivo bisogna rimanere sempre in guardia e continuare a fare informazione, veicolo di libertà per tutti i cittadini. Per i motivi esposti, a poche settimane dello storico “yes” irlandese nel riconoscimento di questo stesso diritto, possiamo ribadire con ancora più forza che i diritti delle donne non possono essere ostacolati né tantomeno limitati. Sui nostri diritti infatti, con la forza che storicamente ha caratterizzato il nostro genere, non permetteremo mai alcun passo indietro.”

Conclude il Sindaco Giovannoli:

“Patrocinare l’iniziativa e collaborare per questa campagna è di fondamentale importanza per la nostra amministrazione, che rispecchia totalmente la parità di genere sia nella composizione del consiglio, sia nella divisione degli incarichi: difendere la 194 e diffonderne la conoscenza è essenziale davanti alla campagna di disinformazione avviata recentemente in alcune città italiane. La maternità deve presupporre il desiderio e scelta, non può essere imposta perché assunta come obbligo primario del genere femminile, fortunatamente siamo andati avanti e da tempo si è consolidato il concetto di autodeterminazione femminile. Pertanto, ancora una volta, possiamo dire di essere lieti e orgogliosi di collaborare con l’associazione SocialmenteDonna, continuo stimolo per la nostra comunità."