Giornata internazionale della Donna

di Giulia Lorenzon, consigliera delegata alle politiche di genere

Oggi ricorre la Giornata internazionale della donna, la prima che ci troviamo a celebrare come amministrazione e mi sembra giusto partire proprio da un’analisi della maggioranza di cui faccio parte.

Labico ha in questo momento una grande fortuna, quella di avere una piena ed effettiva parità di rappresentanza e ruoli nell’amministrazione eletta a giugno, e questa è senz’altro una potenzialità che avrà ottime ripercussioni su tutta la maggioranza. Per la prima volta è stata nominata come Vicesindaco una donna e, per la prima volta, è stata assegnata una delega, ben chiara, alle politiche di genere. Non possiamo che esserne politicamente orgogliosi, senza dimenticare che questo è anche un ovvio risultato delle azioni politiche e culturali messe in campo negli anni passati dalla società civile della nostra comunità, basti pensare alle numerose iniziative di sensibilizzazione e di sostegno diretto nelle politiche di genere organizzate da una delle realtà associative che più ha saputo affermarsi a Labico, SocialmenteDonna, che anche quest’anno porta nel nostro piccolo Comune, in questa specifica giornata, il Flashmob One billion rising – danza contro la violenza, appuntamento di carattere internazionale.

Questo otto marzo torna anche nelle piazze italiane lo sciopero globale delle donne e di questo, in quanto donne e cittadine, non possiamo che andare fiere: è un grande merito essere riuscite a dare nuovamente centralità a temi quali il femminismo, la sessualizzazione della lingua, la difesa di diritti che credevamo più che acquisiti, come il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza, e che invece sono continuamente oggetto di attacchi e strumentalizzazioni; il grande tema delle molestie, esploso con il caso Weinstein; la persistenza di dogmi e pregiudizi ancora da scalfire mentre con grande difficoltà le associazioni e i presidi femminili e femministi continuano a dare aiuto e sostegno concreto alle donne vittime di violenza, questione che, per attualità e complessità, meriterebbe una riflessione a parte.

La parità dei generi è un altro dei grandi temi, specialmente in politica e nel mondo del lavoro con la difficoltà ancora persistente di raggiungere le cariche più alte, condizione ben espressa con la famosa metafora del soffitto di cristallo, espressione coniata nel 1984 e ancora emblematica della condizione femminile.

Per questo è sempre più efficace lo slogan “l’8 lotto anche io” ed è sempre partendo da queste premesse che, il 10 marzo, abbiamo deciso di organizzare a Labico un convegno focalizzato sul rapporto tra le donne e la guerra. Abbiamo infatti ormai ben chiaro in mente che per esistere bisogna dare testimonianza della propria presenza, nella storia antica come in quella più contemporanea, per uscire così dall’insignificanza e dalla marginalità che spesso ci viene affibbiata, sdoganando in tal modo a livello storico e culturale, il logorante giudizio che ancora oggi ci vuole incardinate in un presunto modello femminile che invece dovrebbe essere semplicemente una libera scelta. Se la storia delle donne è quindi in primo luogo memoria di sé e coscienza del proprio valore, dobbiamo conoscerla e farla conoscere: dal contributo femminile alla Resistenza, alle politiche di genere nelle lotte contadine, alla resistenza ed esperienza democratica delle donne nel Rojava.

Con questo spirito abbiamo deciso di distribuire gli interventi tra le rappresentanti della nostra amministrazione e le presidenti delle due associazioni che gestiscono la rete di centri di ascolto nel nostro territorio (SocialmenteDonna e Ponte Donna)

Con lo stesso spirito abbiamo deciso come maggioranza di incentrare sulla storia delle donne la prima iniziativa culturale che porterà, nel nostro Comune, logo e simbolo del titolo “Città della Cultura della Regione Lazio 2018”, ottenuto insieme ai Comuni di Colleferro, Paliano, Artena e Valmontone.