Approvata in consiglio la riduzione della tariffa sui rifiuti. Risparmi per tutte le utenze

Nel consiglio comunale del 31 marzo, sia pure con i dovuti distinguo, Maggioranza e Minoranza hanno approvato piano finanziario e tariffe TARI per il 2017, con un abbattimento dei costi dal quale deriva un risparmio medio per utenza di CIRCA € 45 RISPETTO A QUELLE DELL’ANNO PRECEDENTE E DI CIRCA € 60 RISPETTO A QUELLE DEL 2015;
L’Opposizione ha evidenziato la necessità di far pesare di più sul piano il recupero tributario ma il servizio finanziario ha spiegato gli ostacoli che ancora consigliano di essere prudenti su questo fronte.
Il risultato ottenuto rappresenta un ulteriore sforzo che si aggiunge al primo passo compiuto nel 2016, nell’ottica di una politica di progressiva riduzione del carico fiscale, che va di pari passo con il recupero tributario, il quale inciderà maggiormente sul bilancio e quindi anche sul tributo dei rifiuti,a partire dal 2018 essendo in fase di ultimazione le procedure di modifica e integrazione delle banche dati a seguito degli accertamenti compiuti che renderanno definitivi e pertanto applicabili i dati in base ai quali rivedere ulteriormente a ribasso il piano TARI e relative tariffe.
Nonostante la posizione critica della minoranza sulla questione del recupero tributario e la posizione oltremodo prudenziale dell’Ufficio Tributi, riteniamo che, grazie anche all’impegno speso dal Capo Dipartimento III ing. Callori per la definizione di dati attendibili da inserire nel piano per quanto riguarda il previsto abbattimento di costi sulla differenziata, di aver fatto un buon lavoro e senza intaccare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale; crediamo inoltre che questo lavoro sia funzionale rispetto alle ulteriori manovre che la prossima amministrazione potrà operare, forte anche dell’impegno che l’amministrazione uscente ha profuso per porre le basi solide di una più equa fiscalità locale e di una progressiva riduzione della pressione fiscale, soprattutto se si tiene conto che come già evidenziato, il recupero tributario inciderà maggiormente sulla TARI a partire dal 2018 e quindi consentirà alla prossima amministrazione di mettere a frutto i risultati di una politica di recupero dell’evasione. I frutti di tale politica si vedranno a medio e lungo termine e il Comune potrà finalmente contare su una banca dati aggiornata nonché applicare in maniera più equa i tributi locali, incassando il giusto grazie al lavoro di revisione e rideterminazione sia delle superfici tassabili che delle altre componenti che incidono sulla determinazione delle tariffe per ciascuna utenza.
Se avessimo voluto strumentalizzare questo piano finanziario e la TARI in vista delle prossime elezioni avremmo corso di più per attribuirci ben altri meriti; ma l’onestà che da sempre ci contraddistingue, la lealtà, correttezza e trasparenza verso i cittadini come pure verso i nostri antagonisti politici ci hanno fatto agire come abbiamo fatto, lasciando cioè che il lavoro certosino di aggiornamento, di archiviazione e di utilizzazione dei dati avvenisse nei tempi dovuti e con la necessaria attenzione ( data anche la obiettiva carenza di personale in rapporto alle numerose necessità del Comune ), onde evitare gli inconvenienti di un lavoro frettolosamente eseguito, lasciando agli uffici il tempo necessario per arrivare a un risultato soddisfacente, tale da agevolare d’ora innanzi quello che sarà espletato negli anni a venire.
Ed è per le stesse ragioni di trasparenza e serietà che abbiamo concordato con la minoranza il rinvio del primo punto previsto all’Ordine del giorno.
Alla luce del civile e servo confronto che ha caratterizzato questo Consiglio, nel quale entrambi gli argomenti sono stati votati ad unanimità dei presenti, ci dispiace aver letto in questi ultimi giorni commenti del tutto fuori luogo sulle iniziative intraprese dalla Giunta in materia di gestione dei servizi sui rifiuti.
Abbiamo infatti preso atto che a seguito della pubblicazione della delibera di indirizzo al Dipartimento III° per recedere dal contratto in essere con Lazio Ambiente, qualcuno ha pensato bene di fornire la sua personalissima interpretazione, criticando la scelta dell’Amministrazione e ritenendo che la stessa sia finalizzata unicamente a privatizzare un pubblico servizio in danno alla popolazione e a creare i presupposti per inquinare i pozzi di Labico.
E’ evidente la confusione che regna in alcuni assidui interlocutori del web, talmente presi dalla campagna elettorale da perdere letteralmente il senso della ragione e della realtà; o forse si è fatta confusione tra Labico e altri Comuni, dove la Regione è chiamata a decidere se approvare isole ecologica vicino a pozzi dell’acqua su proposta dei comuni stessi, la cui gestione dei rifiuti è nelle mani di Lazio Ambiente?
Si condanna il Comune per aver divorziato da Lazio Ambiente; ma chi ha detto che la Giunta ha deciso questo? La delibera non stabilisce ciò ma semplicemente che il Comune intende uscire da quello specifico contratto a suo tempo stipulato per intavolare nuove trattative e avviare procedure che consentano di migliorare i servizi e un risparmio per i cittadini; tale decisione trova fondamento anche, ma non solo,in una indagine esplorativa che ha consentito all’ufficio competente di accertare la possibilità di una gestione che a parità di prestazioni permetta di conseguire risparmi di spesa, come peraltro ribadito dall’ing. Callori in consiglio ed è pertanto compatibile con un precedente indirizzo fornito dalla giunta a tutti gli uffici comunali; si veda al riguardo la deliberazione della giunta comunale n. 37/2014 in materia di spending review.
Peraltro la scelta del Comune segue a numerosi e vani tentativi finalizzati ad evitare la risoluzione anticipata del contratto proponendo a Lazio Ambiente il mantenimento del contratto con abbattimento sui prezzi, come già avvenuto anche nei riguardi di altri appaltatori di pubblici servizi che hanno accettato le nuove condizioni imposte dalla spendin review. Esiste una corrispondenza tra l’Ente e La Società accessibile a chiunque.
Nell’interesse della Comunità, il Comune si è attivato per verificare la possibilità di ridurre i costi del servizio e nei prossimi giorni intavolerà anche trattative con la stessa Lazio Ambiente per verificare l’ipotesi di un contratto diverso e più vantaggioso nelle more delle procedure finalizzate al rinnovo dell’appalto attraverso un nuovo bando.
D’altra parte la proroga automatica di quel contratto non sarebbe legittima e non si vede per quale ragione il Comune non dovrebbe avvalersi di una facoltà prevista dal contratto stesso per far pagare di meno ai cittadini e senza ridurre i servizi ambientali.
L’Amministrazione ha a cuore l’interesse dei Labicani e non si può pensare che tale interesse sia perseguibile sempre e comunque nel caso in cui a gestire un servizio sia una società a partecipazione pubblica come Lazio Ambiente.
La qualificazione di tale soggetto infatti, che dovrebbe - e ribadiamo dovrebbe - essere garanzia di efficienza ed economicità, non sempre si è dimostrata consona al raggiungimento di tali obiettivi.
Anche noi come molti altri Comuni abbiamo fortemente voluto questo progetto, abbiamo creduto che la connotazione pubblicistica di questa SPA fosse garanzia di serietà, efficienza ed economicità gestionale ma – ci dispiace doverlo ammettere - Lazio Ambiente si è rivelata una vera e propria delusione, un fallimento pubblico dietro al quale non possiamo nasconderci per interessi politici e/od elettorali.
L’intero sistema dei rifiuti regionale sembra destinato a gravare con le sue distorsioni sulle tasche e sulla salute dei cittadini. La difesa del servizio pubblico si appalesa sempre più chiaramente come una scusante dietro cui si nascondono interessi privati e i cittadini continuano a subire gli effetti di scelte imposte dall’alto.
Per le suesposte considerazioni riteniamo che Labico stia facendo la scelta giusta, guardandosi intorno per evitare di restare intrappolato in una nuova gestione pubblica in perdita che si limiti a cambiare nome ed immagine ma non la sostanza delle cose.
Per quanto riguarda la tutela dei lavoratori che garantiscono il servizio a Labico e di cui si è preoccupato di parlare in consiglio il consigliere Spezzano, non esiste problema alcuno nell’ipotesi di una diversa gestione in quanto gli stessi dovranno essere assorbiti dal nuovo appaltatore del servizio in base ad apposita clausola che costituirà condizione espressa si nella gestione provvisoria che in vista del bando di gara per il rinnovo pluriennale, come hanno fatto già altri comuni limitrofi.
I numeri e dati forniti dall’Ufficio tecnico dicono che gli stessi servizi svolti da Lazio Ambiente possono essere resi a prezzi più convenienti e questo consente di prevedere che in esito all’appalto che a breve sarà espletato, il Comune possa conseguire condizioni di gestione migliori rispetto a quelle attuali, con impatto positivo anche sulla tariffa della TARI perché i risparmi consentono di abbattere le spese previste nel piano finanziario di tale tributo.
Di fronte a tutto questo ci pare oltremodo ingeneroso oltre che motivo di strumentalizzazione politica il commento di chi sul web, a proposito del recesso dal contratto con Lazio ambiente, parla di scelta scellerata affermando addirittura che questa amministrazione vuole avvelenare i pozzi di Labico e facendo una gran confusione tra pubblico e privato, tra forma digestione e titolarità del servizio, tra servizi rifiuti e servizio idrico integrato, e sulla falsa riga della posizione assunta in merito all’asserito “doveroso” trasferimento ad ACEA, qualcuno, che ora tace sull’obbligo di entrare in Acea Ato 2 prché non ha più interesse a perorarne la causa, si comporta tuttavia nello stesso modo sulla questione che riguarda i rapporti tra Comune e Società Lazio Ambiente, prediligendo la gestione di pubblici servizi da parte di Grosse Società per Azioni a partecipazione pubblica, che, con le debite differenze ma anche con le dovute analogie, hanno dimostrato di non saper operare nell’interesse pubblico causando enormi problemi ai Comuni e sprechi di danaro pubblico.
Ma forse qualcuno sta già pensando a una non del tutto incredibile estensione dei confini di ACEA che potrebbe farsi avanti – come già da taluno previsto e da qualcun’altro paventato – cogliendo l’occasione per fare un salto quali-quantitativo, estendendo il suo business anche al trattamento e smaltimento dei rifiuti, dato che la stessa già gestisce un suo inceneritore in provincia di Frosinone?!.
Noi non siamo tra quelli che lo auspicano ma tra quelli che lo paventano e queste operazioni non ci riguardano né allettano perché non abbiamo interessi politici, partitici o più semplicemente privati da tutelare; dobbiamo e vogliamo pensare al futuro della nostra Comunità e sebbene l’ amministrazione in carica sia ormai in scadenza, abbiamo il dovere morale prima ancora che giuridico, di agire come stiamo operando, senza farci condizionare da attraenti proposte di riconversione o di trasformazione che nascondono gli obiettivi personali di chi non è come appare, ha di fronte solo le proprie ambizioni e NON il BENE COMUNE.

IL SINDACO
ALFREDO GALLI