Eco Museo, parte la cabina di regia

Prima riunione della cabina di regia Eco Museo

Primo passo per la realizzazione dell’Eco Museo Valle delle Canepine e Valle Fredda

La neo amministrazione guidata da Danilo Giovannoli segna il primo tassello del programma per la valorizzazione e tutela del patrimonio paesaggistico, agroalimentare e culturale di Labico. Ha preso, infatti, il via ieri pomeriggio il progetto, molto importante, dell’Eco Museo  Valle delle Canepine e Valle Fredda con l’istituzione di una cabina di regia che avrà il compito di coordinare e predisporre tutte le azioni, istituzionali e associative, tese al recupero ed alla valorizzazione dell’area individuata e destinata ad essere Eco Museo (così come definito dalle legge regionale del Lazio n.3 del 2017): da via della Fontana e Pantano fino al ponte ferroviario di Via Fontana Marchetta verso la Valle delle Canapine; Via dei Casali, Via di Valle Fredda, e infine il percorso che costeggia la “Rupe”.

Sotto la guida dell’Assessore alle Politiche Sociali, Attività Produttive e Politiche finanziarie e di bilancio, Benedetto Paris, che ha illustrato i punti chiave del progetto e individuato i primi passi da fare, si è svolta così la prima riunione di tale importante organo. A farne parte: Tina Miele (Consigliere delegato alla cultura), Ruggero Mariani (Gruppo Archeologico Toleriense di Labico), Alessandro del Brusco (Archeologo), Mario Ceccaroni (Archeologo medievista con esperienze di Direzione di Musei Civici ed Aree Archeologiche), Marco Gallaccio (Associazione Gli amici di Armando, Giovanni e Lucia), Simone Massari (Associazione Asperu Sordo), Anna Paris (Associazione Castello di Lugnano), Angelo Ulsi (Consigliere delegato alla Protezione Civile) e Nello Tulli (ex Assessore alla Cultura). Invitati permanenti al tavolo: Giuseppina Bileci, Vicesindaco e Maurizio Spezzano, Assessore all’Ambiente e all’Urbanistica.

Alla fine della riunione è stato consegnato un documento di partenza al quale lavorare nei prossimi mesi, con lo scopo di elaborare delle linee guida per la realizzazione del progetto che, sostanzialmente, si svilupperà seguendo quattro azioni principali:  - recupero e valorizzazione produzioni agricole, come quelle della roncoletta labicana, della canapa, della nocciola, ma anche il recupero di terreni incolti o di produzioni abbandonate,  - recupero ambientale e paesistico, attraverso azioni di ricucitura delle due valli, il recupero del percorso delle fonti e dei sentieri ma anche delle acque, dei loro cunicoli di adduzione e lo sfruttamento delle acque “perse”,  - recupero storico, attraverso indagini archeologiche e documentali delle due valli e musealizzazione dei reperti individuati e studiati nei decenni passati,  -recupero culturale e del dialetto, attraverso, ad esempio, la riscoperta della tradizione orale della zona del lavatoio e dei campi.                       

Entro il mese di settembre dovrebbero essere gettate le basi del progetto, che sarà inaugurato dall’apertura del percorso delle fonti, un passaggio ciclopedonale che collegherà le sei fonti del territorio labicano (Pantano, Cento Gocce, Formale, Pischerelli, Forma, Fontanile) e che da qualche mese è sotto l’attenta manutenzione del Gat e delle Associazioni Asperu Sordo e Gli amici di Armando, Giovanni e Lucia.