4 Novembre, Festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. L’amministrazione ricorda tutti i caduti in guerra

Cari concittadini, anche quest’anno, nel segno di una consuetudine della nostra comunità, celebreremo la ricorrenza dell’Unità Nazionale e la Giornata delle Forze Armate davanti al monumento sul quale sono impressi i nomi dei nostri caduti.
Questa festa ricorda le vicende della Grande Guerra del 1915-1918 ma rappresenta soprattutto un’occasione per onorare le vittime di quel tragico evento e rimarcare l’importante ruolo delle Forze Armate italiane.
Celebrare questa festa significa, innanzitutto, ricordare il coraggio e la dedizione dei nostri combattenti, rendendo il doveroso tributo a quanti hanno pagato con la propria vita per costruire la democrazia e la libertà, riaffermando valori alti e nobili che sono alla base di un’Italia e di un’Europa unite e democratiche, valori che ogni giorno tanti militari continuano a difendere anche oltre i confini nazionali ed europei: la libertà, i diritti dell’uomo, la democrazia, la pacifica convivenza tra popoli e nazioni.
Oggi vogliamo ancora una volta ripudiare l’idea stessa della guerra perché la nostra volontà, espressa anche attraverso la Costituzione, che continua a rappresentare punto di riferimento imprescindibile del nostro ordinamento, è che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. Ed è la stessa Costituzione che ci richiama ad impegnarci per “un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni” e ci ricorda che “la difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”.
Quasi un secolo fa si concludeva vittoriosamente per le nostre armi il lungo e sanguinoso primo conflitto mondiale. I soldati italiani, spesso in condizioni di inferiorità, combatterono con onore e con valore tale conflitto. Purtroppo però quella non fu, come qualcuno aveva pensato, la guerra che doveva mettere fine a tutte le guerre. L’Italia era destinata a subire un’altra guerra, ancor più tragica e dolorosa.
La nostra Costituzione e l’inizio del processo di costruzione dell’Europa furono ispirati da quanti avevano ancora negli occhi le scene terrificanti di quelle guerre e nel cuore il patriottismo e il senso di sacrificio dei combattenti.
Avevamo tutti pensato che i giovani del terzo millennio non avrebbero più dovuto misurarsi con la guerra ma le cose non sono andate così. Nuovi conflitti hanno toccato dolorosamente le nostre coscienze e altri nostri giovani, nel prestare la loro opera di solidarietà e di pace nel mondo, hanno versato e continuano a versare un tributo di sangue alla lotta per l’affermazione della pace e dei diritti umani in molte parti del mondo.
Il mio pensiero, in questa circostanza, va ancora una volta alle migliaia di militari italiani impegnati nelle Missioni di Pace, che mai come ora, nel contesto mondiale, costituiscono un fronte compatto che ci difende dalla violenza e dal terrorismo, da chi diffonde la cultura della morte e della distruzione; uomini e donne che non esitano a rischiare la vita per un ideale, per portare aiuto e sostegno alle popolazioni colpite dalla guerra, per costruire la libertà, la giustizia e la legalità là, dove i diritti umani sono continuamente e barbaramente calpestati, spesso per ideali che trovano fondamento unicamente nel fanatismo politico e religioso.
Non dimentichiamo che Le Forze Armate, oltre ad essere impegnate all’estero in delicate operazioni umanitarie e di mantenimento della pace, costituiscono un presidio della democrazia e delle istituzioni nel nostro Paese, per difendere e tutelare la popolazione e per garantire legalità e sicurezza. Per non contare le innumerevoli volte in cui rappresentano una risorsa fondamentale sul territorio a disposizione delle popolazioni colpite da calamità.
Colgo quindi ancora una volta questa importante occasione – esprimendo, sono certo, i sentimenti della nostra comunità – per rinnovare agli esponenti delle Forze Armate la più sentita riconoscenza per l’impegno che esse profondono sia nell’attività quotidiana che nelle tante situazioni di emergenza.
In questa celebrazione, il cui significato essenziale è racchiuso e sublimato dall’accostamento con la Festa dell’Unità Nazionale, rendiamo dunque onore alle nostre Forze Armate che attraverso il loro impegno e sacrificio, hanno segnato il sentiero sul quale dobbiamo procedere, tenendo ben saldi i valori acquisiti, animati dall’amore per la nostra Patria, espressione di una comune fratellanza e di una identità collettiva di cui dobbiamo essere fieri e orgogliosi.
Èd è con questi sentimenti e con questa rinnovata consapevolezza e volontà che mi accingo, insieme a voi, ad onorare i nostri caduti, ricordando il sacrificio di quanti hanno combattuto per la costruzione di un mondo nuovo, diverso, migliore, libero, civile, democratico, in cui la dignità umana ed il rispetto per gli altri siano sempre al primo posto: in famiglia, sul lavoro, nella società.
A loro esprimiamo, ancora una volta, il senso della nostra gratitudine e del nostro apprezzamento più profondi.
L’Italia è una grande Nazione, è la nostra Patria e questo soprattutto grazie al loro sacrificio.
ONORE AI NOSTRI CADUTI; ONORE ALLE NOSTRE FORZE ARMATE.

Domenica 8 novembre alle 11 ci sarà la Santa Messa ed alle 12 la deposizione della corona al monumento dei Caduti

IL SINDACO
Alfredo Galli