Giunta Galli replica a Tulli: pronti a chiedere una moratoria

La Giunta Galli replica a Tulli: pronti a chiedere una moratoria per sospendere il passaggio ad ACEA per il bene e la tutela dei nostri cittadini.

Rispondiamo seccamente a Paris e al gruppo di opposizione “Cambiare e Vivere Labico”: a dimostrazione che qui nessuno fa come c…o gli pare ma fa l’interesse dei cittadini, ribadiamo con forza il nostro NO al passaggio FORZATO ED INCONDIZIONATO del servizio idrico integrato al gestore unico Acea Ato - 2 Spa.

In questi giorni circolano sulla rete strane opinioni e manifestazioni di dissenso sull’operato di questa Amministrazione in materia di gestione del servizio idrico integrato.

Il gruppo consiliare “Cambiare e Vivere Labico” , utilizzando un linguaggio inconsueto e scurrile,  esordendo e concludendo che  a Labico facciamo tutti un pò come c…o ci pare, offende non solo gli amministratori ma soprattutto i labicani,  omettendo invece di dare una buona informazione ai cittadini che leggono e che ovviamente non avendo tempo da perdere come il sig. Paris,  evitano di andarsi a studiare la questione nei dettagli normativi e tecnici. Il gruppo Cambiare e Vivere Labico ha la pretesa di far passare il messaggio che questa amministrazione impedendo il passaggio del servizio ad ACEA stia operando contro gli interessi dei cittadini, come al solito approfitta dell’occasione per criticare la giunta comunale con una sequela di offese, di inesattezze, di polemiche  insensate, alle quali ormai siamo abituati e che pertanto non ci fanno più alcun effetto….è una storia che si ripete senza portare nulla di nuovo.
E anche questa volta è bene replicare perché i cittadini si facciano la loro idea su una problematica che sta molto a cuore all’amministrazione in carica, che è obiettivamente complessa e per la quale si sta facendo del tutto al fine di trovare la soluzione più soddisfacente rispetto agli interessi pubblici da tutelare, interessi che evidentemente non contano nulla per il gruppo di minoranza Cambiare e Vivere Labico, tutto proteso a difendere le ragioni di una scelta politica che ha di fatto espropriato un bene pubblico come l’acqua a molti Enti  locali, i quali oggi ne pagano le amare conseguenze: in termini di tariffe, di disservizi, di qualità del bene erogato, di carenza di investimenti strutturali senza aver ottenuto in cambio nessun vantaggio rilevante.
Il gruppo di minoranza insiste nell’evidenziare che il comune si sta muovendo contro la legge e che il mancato adempimento di quello che essa ritiene sia un obbligo inderogabile abbia conseguenze deleterie per l’Ente e la Popolazione.
Ma le cose non stanno proprio così.
Di questi argomenti si è tanto parlato anche in Consiglio Comunale ma poiché non tutti hanno tempo e voglia di leggere corposi e forse anche noiosi atti, di fronte a tanta saccenza, arroganza e, lasciatecelo dire, anche maleducazione. è venuto il momento di spiegare meglio ai cittadini come stanno effettivamente le cose.
Anzitutto il Comune di Labico è solo uno dei Comuni della Regione Lazio  che ancora non hanno ceduto l’acqua all’ACEA; altri Enti hanno già iniziato da tempo e  continuano a mandare avanti una battaglia contro il trasferimento ad ACEA del servizio idrico integrato; questo non certo per un mero puntiglio ma perché, conti alla mano, hanno verificato che tale trasferimento, alle condizioni proposte, risulterebbe dannoso per i cittadini e che alla luce della normativa vigente ai diversi livelli di legiferazione, l’obbligo di cui si parla non appare per nulla scontato.
Non volevamo annoiare i cittadini ma una parte della minoranza che appare tanto padrona di sé e delle sue conoscenze giuridiche va a questo punto smentita con dati alla mano.
Per questo si rende necessario informare i cittadini, sia pure sinteticamente.  sulla normativa vigente in materia, che non si esaurisce in quella richiamata  dalla minoranza su internet.
Anzitutto è bene rimarcare che gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO), le cui definizioni e le modalità operative sono contenute nella legge del 5 gennaio 1994, n. 36, modificata dal d.lgs. 152/2006, sono stati aboliti con la legge n. 42 del 26/03//2010 nell’ambito della razionalizzazione della spesa pubblica, con la quale la loro competenza diventa regionale per una specifica attribuzione delle funzioni; il termine di scadenza per questa nuova attribuzione era stato fissato al 27/03/2011 poi prorogato ulteriormente. Con il decreto “Cresci-Italia” (1/2012) venne ribadita la riorganizzazione degli ATO, nel quale le regioni devono riordinare i Servizi pubblici locali in ambiti territoriali ottimali, non inferiori alla dimensione provinciale, e se le regioni risultano inadempienti, subentrano i poteri sostitutivi del Governo, la scadenza per questo adempimento era il 30 giungo 2012.
L'Ambito Territoriale Ottimale laziale, n. 2 (detto anche ATO2), le cui modalità operative sono stabilite nella legge della Regione Lazio del 22 gennaio 1996, n. 6, ha approvato in base ad una procedura di dubbia legittimità, i contratti di affidamento dei servizi, senza una gara ad evidenza pubblica, approvando una convenzione di gestione per  affidamento diretto del servizio pubblico locale in evidente contrasto con le procedure competitive di evidenza pubblica richiamate dal diritto comunitario, dall’art. 150 del D.Lgs 152/2006, dall’art. 113 del D.Lgs 267/2000 TUEL e dal DPR 168/2010 - Regolamento dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, per violazione dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento e partecipazione
Nell'ATO 2 di Roma, ACEA SpA, soggetto affidatario del servizio idrico integrato per il tramite di Acea ATO 2 SpA, costituisce una società di capitali individuata attraverso un affidamento diretto (società mista direttamente partecipata da società già quotata in borsa alla data del 1°ottobre 2003 - art.113, comma 15 bis, D.Lgs. 267/00 - TUEL), al cui Capitale Sociale partecipano tutti gli Enti Locali appartenenti all'ATO 2. Il modello di governance dunque è quello tradizionale delle società di capitali.
Di contro, il DIRITTO COMUNITARIO consente agli Enti Locali di gestire direttamente i propri servizi  e stabilisce, in particolare, che è diritto dell’Ente territoriale, erogare in proprio il servizio pubblico a favore della comunità, diritto civico riconosciuto dalla Giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea la quale afferma a sua volta che l’Autorità PUBBLICA ha la possibilità di adempiere ai propri compiti  istituzionali mediante gli strumenti amministrativi, tecnici e di altro tipo di cui dispone; pertanto l’intenzione di espropriare di tale servizio un’Amministrazione PUBBLICA risulta incostituzionale per contrasto con l’art. 117 della Costituzione Italiana e lesiva della potestà dell’Ente, di fatto violandosi l’art. 118 della Costituzione che stabilisce che i Comuni siano titolari di funzioni amministrative proprie, tra le quali rientra anche il servizio idrico; la legislazione statale lede pertanto la competenza dell’ente locale e il suo potere di organizzare i servizi pubblici, anche in considerazione del fatto, non certo irrilevante, che nel caso di Labico il Comune ha un patrimonio ambientale e impiantistico di rilievo, risultando anche proprietario delle infrastrutture interessate al servizio idrico
La Commissione Europea ha richiamato più volte il Governo Italiano in tema di affidamento diretto dei servizi pubblici locali e sue proroghe, evidenziando il contrasto di tale procedura, NON RIENTRANTE TRA QUELLE CON GARA AD EVIDENZA PUBBLICA, con le norme e i principi generali di parità di trattamento, pubblicità e concorrenza posti dal Trattato comunitario; sono poi intervenute anche delle circolari governative che hanno evidenziato la violazione delle disposizioni comunitarie in merito alle procedure d'affidamento diretto, come quella riguardante l'ATO 2 LAZIO.
Analogamente e con diversi rilievi, si è espressa più volte, anche l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato ribadendo l'ambiguità della procedura di affidamento suesposta.
Attualmente non tutti i Comuni dell'ambito territoriale, tra cui anche il Comune di Labico,  hanno formalmente adempiuto all'affidamento del servizio idrico integrato al gestore unico (ACEA ATO 2 SPA);
Il Comune di Labico ha più volte e in diverse sedi manifestato la propria contrarietà a dare seguito al completamento del passaggio del servizio al gestore unico; le motivazioni sono ampiamente riportate anche negli atti deliberativi assunti dal Consiglio e dalla Giunta comunale e questo nonostante più volte sia stato richiesto ed intimato al Comune di completare il passaggio del servizio idrico al gestore unico, sia da parte del CAL (ConsiglioAutonomie Locali), sia da parte degli Uffici della Regione Lazio ma anche dalla STO di ATO 2, previo avvio delle procedure per adempiere coattivamente a quanto sopra anche per il tramite di un commissario ad-acta così come stabilito dal co. 4, art. 172, DLgs 152/2006 “… Qualora gli enti locali non aderiscano alle Autorita' d'ambito ai sensi dell'articolo 148 entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della parte terza del presente decreto, la regione esercita,previa diffida all'ente locale ad adempiere entro il termine di trenta giorni e dandone comunicazione all'Autorita' di vigilanza sulle risorse idriche e sui rifiuti, i poteri sostitutivi, nominando un commissario ‘ad acta’, le cui spese sono a carico dell'ente inadempiente”.
A tutt’oggi tale procedura di commissariamento non è stata ancora portata a termine sebbene più volte annunciata.
Deve inoltre considerarsi che il 12 e 13 giugno 2011 il referendum plebiscitario sull’acqua pubblica ha di fatto sancito la volontà, come mai prima, da parte dei cittadini a voler “mantenere pubblico il servizio idrico” con il 95,80%; è evidente pertanto la manifestazione e la volontà della democrazia diretta che si oppone fermamente al proseguimento del processo di trasferimento del servizio idrico ad un soggetto di fatto privato imposto dall’alto.
    D’altra parte, sulla base dell'art. 153, comma 1, del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii., l'affidamento al gestore del servizio idrico integrato delle infrastrutture idriche di proprietà degli enti locali – quand’anche effettivamente dovuto – dovrebbe comunque avvenire entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge n. 164 del 2014, ovvero l'11 Maggio 2015.
    Non va inoltre sottovalutato che nelle ipotesi di cui all’art. 172, comma 1, del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii-, nei casi in cui gli Enti di Governo degli Ambiti non abbiano provveduto alla redazione del Piano d’Ambito o non abbiano scelto la forma di gestione ed avviato la procedura di affidamento, gli enti locali provvedono ad affidare le infrastrutture alla data di decorrenza dell'affidamento del servizio idrico.
    Va altresì considerato che  con la pubblicazione, in data 08/04/2014 sul N.28 del BURL, della L.R. 4 aprile 2014, n. 5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque.”, è stata abrogata la L.R. 6/96 ridefinendo le nuove Autorità d'Ambito di Bacino Idrografico, come richiesto dall'art. 2 comma 186-bis della Legge 191/2009, in base al quale è da ritenersi confermata la soppressione delle Autorità d'Ambito di cui all'art. 148 del D.Lgs. 152/06, che rende nulli tutti gli atti emessi dalle Autorità stesse.
    Sulla base dell'art. 5, comma 1, della succitata Legge Regionale n. 5/2014, la Regione Lazio è preposta a individuare con apposita legge gli ambiti di bacino idrografico e, al fine di costituire formalmente le Autorità di detti ambiti, a disciplinare le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali e le modalità per l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.
    Inoltre,l’art. 5, comma 1 lettera d) sancisce che resta in capo ad ogni singolo Ente il diritto a provvedere direttamente alla gestione del servizio idrico integrato.
    Questa palese contraddizione tra legge statale e legge regionale è stata peraltro già causa di ricorsi volti a sostenere la illegittimità costituzionale della legge regionale ma sta di fatto che tale non facilmente superabile contraddizione  è stata evidenziata  anche dagli interlocutori istituzionali della Segreteria Tecnica dell’ATO in occasione di recente incontro svoltisi presso la sede comunale.
    In ogni caso, alla luce della normativa vigente, si ritiene che , nei confronti degli ATO del Lazio e degli Enti Locali appartenenti a detti Ambiti territoriali, l’art. 153, comma 1, del D.Lgs 152/2006 e ss.mm.ii. sia inapplicabile e privo di efficacia, e per ciò stesso illegittimo, tantè che molti comuni stanno in questi giorni notificando alla regione Lazio apposite contro diffide per interrompere le procedure di cessione coattiva degli impianti ad ACEA.
    Dunque, sotto il profilo meramente giuridico, sono diversi i motivi che inducono a ritenete che l’Ente non possa considerarsi inderogabilmente obbligato al trasferimento del servizio all’ACEA.
    Ma pur volendo per un attimo ammettere in ipotesi e irragionevolmente ciò che non è, ovvero un obbligo per il Comune di passare  all’ACEA in virtù di una legge statale che contrasta con quella regionale, con il diritto comunitario e l’esito del predetto referendum, ci sono ragioni di opportunità e  motivi di interesse pubblico superiori che giustificano e legittimano  la scelta del Comune di Labico di non svendere la propria acqua ed i propri impianti, le proprie sorgenti e gli investimenti realizzati ad ACEA ATO 2  alle condizioni assolutamente inaccettabili sino ad oggi prospettate; ci sono tutte le ragioni per ritenere legittimo, giusto e doveroso manifestare l'assoluta contrarietà alla privatizzazione dell’acqua e al tentativo da parte della Regione Lazio di sostituirsi all’Amministrazione Comunale per dare seguito al passaggio coattivo del servizio idrico al gestore unico Acea Ato-2 Spa, anche in forza di una violazione palese della sovranità popolare che al riguardo si è espressa in maniera  chiara, ovvero contro la privatizzazione dell’acqua bene comune.
Sino a quando la Regione Lazio non avrà definito gli Ambiti Territoriali Ottimali attualmente decaduti e dato concerta attuazione ad una gestione del servizio idrico integrato, in coerenza con l’esito referendario e con le norme di diritto comunitario, riteniamo che la pretesa di cedere l’acqua all’ACEA unilateralmente e quindi senza l’espresso consenso del Comune sia un atto arbitrario e illegittimo in quanto costringe l’Ente ad accettare l’affidamento diretto del servizio pubblico locale in evidente contrasto con le procedure competitive di evidenza pubblica e senza che a monte vi sia un evidente vantaggio per la Comunità.

Per questo il Sindaco, l’Assessore delegato e la Giunta Comunale si sono attivati onde  evitare i danni che deriverebbero alla Popolazione da un tale assentito ed incondizionato passaggio ed è stato chiesto un tavolo tecnico URGENTE con ACEA per verificare se  OGGI le condizioni della trattativa possano essere diverse rispetto a quelle già a suo tempo prospettate e ritenute assolutamente inaccettabili; per valutare se quindi ci siano i margini per una operazione dalla quale possano derivare concreti benefici per i cittadini.
Al riguardo è doveroso ricordare  che  il Consiglio Comunale di Labico, a seguito della pesante situazione debitoria dovuta alla gestione straordinaria dei depuratori aveva, nel 2012, demandato alla Giunta comunale iniziative volte a verificare la fattibilità di un trasferimento del servizio idrico integrato all’ACEA ATO 2, accompagnato dall’accollo del debito da parte della Società stessa.
Tuttavia la trattativa con la Società, a fronte di una iniziale ipotesi di accordo e dopo numerosi incontri  si era poi arenata e conclusa in un nulla di fatto giacchè l’ACEA, prima dichiaratasi disponibile ha poi proposto di corrispondere al Comune  solo l’importo di circa un milione di euro, riguardante unicamente le spese di investimento per la messa a norma dei depuratori, con la conseguenza che nell’ipotesi di eventuale trasferimento del servizio ad ACEA ATO 2 il Comune sarebbe rimasto esposto ad una situazione debitoria comunque gravissima, svendendo letteralmente il suo patrimonio ambientale, la propria rete idrica, fognaria e di depurazione, atteso che l’Ente ha realizzato importanti investimenti, soprattutto con riguardo alle nuove reti idriche e fognarie nonché alla messa a norma degli impianti  di depurazione, senza contare che il territorio è dotato di 3 pozzi la cui portata è tale da poter soddisfare esigenze ben superiori a quelle strettamente locali e che è inoltre  provvisto di numerose sorgenti da riqualificare; a ciò si aggiunge la circostanza non certo irrilevante che a fronte del trasferimento al Gestore unico il Comune avrebbe perso tutte le entrate derivanti dalla contribuzione degli utenti mentre ACEA ATO 2 avrebbe avuto un ritorno economico quantificato intorno ai 700.000,00 euro annui.
Un ultimo tentativo di trattativa con ACEA è stato fatto dall’Amministrazione in occasione della richiesta avanzata dal CAL LAZIO in merito alla proposta della Giunta Regionale di assoggettare il Comune a trasferimento  coattivo del servizio idrico integrato all’ATO 2; in quella occasione, con deliberazione della giunta comunale il comune si è ancora una volta opposto al trasferimento precisando di non escludere ulteriori e diverse valutazioni al riguardo qualora ACEA avesse accolto la richiesta già più volte avanzata mirata ad ottenere che il  trasferimento del servizio idrico integrato comprendesse anche l’accollo dei debiti sostenuti per la gestione straordinaria degli impianti di depurazione conseguenti al sequestro dei medesimi, condizione irrinunciabile  rispetto a qualsiasi eventuale ulteriore sviluppo dei rapporti istituzionali inizialmente avviati e successivamente interrotti per le suesposte ragioni.
Alla predetta deliberazione non ha purtroppo fatto seguito alcuna iniziativa di rilievo che potesse condurre l’Ente a intavolare nuove trattative con ACEA ATO 2.
    Solo di recente, dopo varie minacce di commissariamento rimaste senza seguito, a fronte della pubblicazione del bando di gara da parte dell’UTC per il rinnovo dell’affidamento del servizio idrico integrato l’ACEA ATO 2 , ha prima chiesto al comune di annullare le procedure di gara e poi, di fronte al mancato riscontro positivo dell’Ente ha presentato ricorsi davanti al TAR al fine di ottenere per via giudiziale quello che non è riuscita a conseguire direttamente dall’Amministrazione.
Prima di resistere ai suddetti ricorsi e affrontare inutili spese legali,  il Comune, ribadendo la correttezza e legittimità delle iniziative intraprese, ha ritenuto tuttavia opportuno verificare l’esistenza di nuovi presupposti per una riapertura della trattativa a suo tempo interrotta e all’incontro svoltosi recentemente con gli interlocutori della segreteria tecnica dell’Ato 2 e dell’ACEA si sono aperti degli spiragli in tal senso che andremo ad approfondire in una successiva riunione, dopo un sopralluogo congiunto ed in contraddittorio per una valutazione degli impianti e degli  investimenti fatti dal comune sul servizio idrico integrato per i quali l’Amministrazione intende richiedere ad ACEA il corrispettivo, unitamente ad una serie di altre condizioni che sono state già poste come base fondamentale per l’ulteriore corso della trattativa.
Qualora la negoziazione non portasse a nulla di buono per il Comune insisteremo sulla nostra linea e chiederemo, come hanno già fatto altri comuni, la concessione di una moratoria che sospenda il procedimento di passaggio coattivo della gestione del servizio idrico verso il gestore unico Acea Ato - 2 Spa; se le condizioni non saranno quelle richieste per tutelare la Comunità, resisteremo nei ricorsi di ACEA, alle procedure della Città Metropolitana e della Regione Lazio per il commissariamento e a qualsiasi iniziativa che leda gli interessi dei cittadini, valutando le opportune azioni finalizzate al riconoscimento di diritti che potrebbero insorgere in capo all’Ente sia dal punto di vista economico che di altro genere, facendo anche appello a tutti gli organi di stampa affinché rendano pubblica la volontà del comune di fronte a quella che appare come una vera e propria espropriazione e non certo dettata da motivi di pubblica utilità.
La maggioranza consiliare fa gli interessi dei cittadini come altri comuni stanno facendo per le rispettive Comunità; la minoranza del gruppo di Paris e Tulli Nello tira “acqua” al suo mulino con argomenti pretestuosi e fa gli interessi delle società private e dei politici che le sostengono.
Il gruppo di minoranza Cambiare e Vivere Labico, anziché offendere chi lavora per il bene dei cittadini, farebbe meglio a scoprire le sue carte una volta per tutte e dire come stanno effettivamente le cose: non vuole il passaggio ad ACEA per tutelare i diritti della Popolazione ma solo per togliere al Comune le entrate che occorrono per gestire il servizio, per impedire di attuare il piano di riequilibrio finanziario e per mandare il Comune in dissesto e farlo gestire da un commissario che metterebbe tutte le tasse e imposte al massimo delle tariffe e aliquote consentite; il gruppo di minoranza di Tulli Nello non guarda minimamente al futuro del Paese ma anzi aspira a metterci sopra una grossa pietra, anche attraverso quello che sarebbe un vero e proprio regalo all’ACEA, consegnato su  un piatto d’argento, della nostra acqua, delle nostre sorgenti, dei nostri pozzi, dei nostri impianti, dei nostri investimenti, dei chilometri e chilometri di condotte idriche e fognarie di cui il gestore si avvarrebbe per acquisirne vantaggi economici come farebbe qualsiasi altra SPA.   
La posizione del gruppo di opposizione Cambiare e Vivere Labico appare più dettata da scopi politici che dall’intento di fare gli interessi della Popolazione anche perché i vantaggi di una buona gestione dell’acqua non si vedono solo in bolletta e non sappiamo con sicurezza quanto i cittadini andranno a pagare all’ACEA mentre sappiamo con certezza dei numerosi disagi e problemi che sia i cittadini che le amministrazioni entrate in ATO devono spesso affrontare per mancanza di adeguati investimenti e manutenzione degli impianti da parte dei nuovi gestori……..che senso ha pagare di meno se poi il servizio non è efficiente? E poi siamo sicuri che pagheremmo di meno?
Come in altri casi, anche in questa occasione, il Gruppo di opposizione manifesta tutte le sue contraddizioni: quando si approva il piano finanziario pluriennale  si schiera contro qualsiasi  - pure ipotetica e quasi sicuramente non necessaria ma prevista solo a livello cautelare -  alienazione dei beni comunali mentre è disposta a vendere in quattro e quattr’otto a una società privata un bene pubblico fondamentale come L’ACQUA senza neppure dettare le condizioni per il trasferimento.
E’ ora che il gruppo di opposizione Cambiare e Vivere Labico la smetta di atteggiarsi a Supremo detentore dello scibile umano e di annunciare minaccioso, l’imminente arrivo del Commissario che costringerà il Comune a cedere l’acqua all’ACEA, quasi avesse ricevuto mandato in tal senso da qualche politico di turno per facilitargli il compito; è ora che la finisca di offendere l’operato e le persone del Sindaco, dei singoli assessori, della Giunta Comunale senza alcun valido motivo se non quello di screditare il lavoro e l’impegno di questa Amministrazione, così come ha fatto anche per la pubblicazione del bando di gara del servizio idrico integrato.
A quest’ultimo riguardo, onde evitare equivoci, teniamo a precisare che il Comune ha deciso di pubblicare il bando per l’affidamento del servizio mediante gara ad evidenza pubblica perché ha ritenuto che mantenendo la titolarità degli impianti e delle risorse idriche, potesse in questo modo ottenere un sensibile sconto sul prezzo a base d’asta mettendo in competizione gli operatori del settore, in modo da poter abbassare anche le tariffa attualmente applicata, cosa che invece non sarebbe certo in caso di affidamento diretto ad ACEA.
Tale procedura è stata poi annullata, come ben evidenziato nel provvedimento dell’UTC, SOLO ED ESCLUSIVAMENTE PER MOTIVI DI OPPORTUNITÀ essendo stata ripresa una trattativa con l’Autorità di Ambito ed ACEA per verificare l’eventuale possibilità di ottenere condizioni tali da rendere l’eventuale trasferimento vantaggioso per la cittadinanza.
Se questo sarà possibile e se saranno accettate le condizioni che sono state  già portate all’attenzione della segreteria Operativa dell’ATO potranno riaprirsi i termini per un accordo; altrimenti il Comune ripeterà la procedura per l’appalto del servizio opponendosi con forza a qualsiasi ingerenza esterna e resistendo agli eventuali ricorsi di ACEA.
Non pensi pertanto il gruppo Cambiare e Vivere Labico di strumentalizzare anche questa fase per impedire all’Amministrazione di fare gli interessi dei cittadini.
Qui è in gioco una posta troppo alta perché se ne possa parlare CON TANTA LEGGEREZZA come fa il sig. Paris sulla rete.
Noi non permetteremo a nessuno di prendersi GRATUITAMENTE la nostra acqua e gli impianti idrici senza cha da tale operazione possa derivare un vantaggio concreto e duraturo per la collettività.
Quanto alla sterile critica sui rapporti tra il Sindaco e gli Assessori, che periodicamente torna a fare capolino nelle apparizioni del gruppo di opposizione sulla rete, è doveroso rispondere che Il Sindaco non ha bisogno di un suo portavoce ma se mai ne avesse necessità può comunque rivolgersi a soggetti competenti, educati e rispettosi del proprio ed altrui ruolo, che non hanno bisogno di dire parolacce per fare effetto sugli interlocutori, come invece fa il gruppo di minoranza Cambiare e Vivere Labico per voce del sig. Paris, al quale speriamo il professor Tulli voglia dedicare qualche lezione di educazione civica.
Inoltre, la risposta dell’Amministrazione è a firma congiunta perché l’interrogazione è stata fatta al Sindaco e all’Assessore ed era inutile fornire due riscontri distinti in quanto tra i due destinatari c’è piena condivisione di vedute ed intenti sull’argomento di cui trattasi.
Quello che è stato risposto al Consigliere Tulli dal Sindaco e dall’Assessore delegato avv. Grazia Tassiello in riscontro alla sua interrogazione viene peraltro qui ribadito in tutta la sua coerenza, fondatezza, opportunità politica e istituzionale, rappresentando la volontà dell’Amministrazione di corrispondere pienamente ed esclusivamente agli interessi della cittadinanza….ma comprendiamo quanto ciò sia difficile da assimilare per il gruppo di opposizione Cambiare e Vivere Labico.
    In ogni caso informeremo i cittadini sull’esito della trattativa con ACEA e sulle eventuali altre iniziative che dovessimo intraprendere a tutela della Comunità.
Cogliamo l’occasione anche per replicare pubblicamente alla interrogazione presentata dal consigliere Tulli Nello che contesta l’applicazione delle tariffe del servizio idrico integrato per il periodo 2012-2014 citando una serie di provvedimenti autoritativi superiori che inficerebbero le scelte operate dal Comune. A prescindere dal fatto che tali scelte sono state fatte per coprire i costi del servizio e che in tali costi non è stato compreso il debito del depuratore né si è voluto caricare il medesimo sulla TARI pur avendone la possibilità in quanto trattasi di raccolta e trasporto di rifiuti che possono rientrare nel piano finanziario, dobbiamo riconoscere che non eravamo a conoscenza di tutti quei provvedimenti e del resto supponiamo non lo fosse neppure il consigliere Tulli, altrimenti non si comprenderebbe perché solo oggi viene a ricordarcelo dopo aver ricevuto, negli anni, tutte le delibere di giunta relative alle tariffe ed aver discusso ampiamente sull’argomento in più consigli comunali.
Sulla questione faremo le dovute indagini e chiederemo chiarimenti ai responsabili dei servizi che hanno gestito l’istruttoria delle deliberazioni e attestato la loro regolarità tecnica e contabile. Al riguardo è opportuno precisare che dal 2012 al 2014 si sono succeduti diversi Capi Area e che, in particolare, nel 2012 e nel 2013 la regolarità tecnica è stata attestata dai due Responsabili di servizio che si sono succeduti nel Dipartimento II° mentre per il 2014 l’istruttoria è stata condotta dal Capo Dipartimento III°.
Qualora dalla richiesta di chiarimenti emerga la necessità di assumere dei provvedimenti lo faremo senz’altro come pure agiremo per altre pratiche in ordine alle quali riteniamo siano state commesse diverse mancanze e inadempienze da parte di diversi uffici.
La Giunta è in procinto di nominare la commissione disciplinare cui  saranno segnalate le anomalie, omissioni e inadempienze riscontrate e contestati i relativi addebiti. E deve precisarsi al riguardo che tale operazione sarà fatta senza alcuna discriminazione e in considerazione di fatti e dati obiettivi, riguardando sia i Capi Dipartimento che il resto del personale.
Sulla specifica interrogazione del Consigliere Tulli saranno separatamente e specificatamente precisati con apposta nota di riscontro al medesimo i Responsabili dei Servizi che hanno istruito le relative pratiche ed avallato l’inserimento delle tariffe in questione nei bilanci preventivi relativi ai diversi esercizi finanziari, rimarcando sin d’ora le responsabilità dirigenziali, contabili e disciplinari che sugli stessi incombono e che riguardano non solo la fase istruttoria ma anche quella conseguente alla adozione dei provvedimenti assunti dalla giunta in totale buona fede e sul presupposto che l’istruttoria tecnico-contabile fosse stata condotta nel rispetto della normativa vigente.
In ultimo, ma non certo in ordine di importanza, ci duole constatare che il consigliere Tulli sia così attento alle tariffe del servizio idrico mentre nulla abbia da dire sulla situazione a tutti ormai nota, relativa alla vicenda che ha interessato la Dolciaria Antonelli: forse non gli sta a cuore la sorte dei lavoratori dell’azienda? O forse non gli importa di un eventuale danno ambientale? O ancora ha il timore di prendere posizione nell’uno o nell’altro senso per non inimicarsi nessuno dei suoi elettori, sicuri o potenziali che siano?
Mentre questa Amministrazione, nel rispetto della legge, sta cercando di risolvere il  problema al fine di tutelare l’occupazione locale in uno con la salvaguardia dell’ambiente, l’opposizione di Labico sta a guardare in silenzio quasi avesse paura di prendere posizione. E allora vien fatto di pensare che loro si!!!! fanno come c…o gli pare perché non stanno al governo del Paese e si possono permettere di perdere tempo ad esaminare gli atti e a porre eccezioni che in qualche modo possano bloccare l’attività dell’Amministrazione; che poi ciò significhi anche fermare lo sviluppo del Paese non è un loro problema………. che minoranza è questa che  non comprende neppure che se il Paese si ferma lo fa anche in danno ai suoi elettori?!.
Noi non possiamo starcene fermi o perdere tempo a rispondere alle loro richieste pretestuose perché i problemi da risolvere sono tanti, aumentano ogni giorno e richiedono tutto il nostro impegno; perché i cittadini hanno bisogno di aiuti concreti, perché  gli uffici sono carenti di organico, sia sul piano professionale che numerico e gli amministratori spesso devono farsi carico di sentire direttamente le esigenze dei cittadini e di trovare soluzioni ai loro problemi; ci piacerebbe proprio vedere cosa farebbero i componenti del gruppo  Cambiare e Vivere Labico al nostro posto……..e come riuscirebbero a cacciare qualcuno dei dipendenti come spesso afferma, con tanta sicurezza, il consigliere Tulli; se avrebbero davvero il coraggio, come ora si permettono, di assumere toni così spavaldi nel polemizzare su tutto dall’alto dei loro blog  e sui social network, senza neppure avere la benché minima idea della concreta realtà nella quale vivono, delle problematiche vere da affrontare ogni giorno, di quelle che sono le reali necessità del Paese e dei Cittadini.

LA GIUNTA COMUNALE:

SINDACO
ALFREDO GALLI

VICESINDACO
SCACCIA GIOVANNI

ASSESSORE
NADIA TERESA RICCI

ASSESSORE
AVV. GRAZIA TASSIELLO